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venerdì 20 maggio 2011

Intervista a Marco Innocenti


Marco Innocenti nasce a Pisa nel 1966. Laureato in Scienze politiche, vive e lavora a Firenze.
Si è dedicato al fumetto inventando le storie dell'investigatore Lenin protagonista di una collana di albi.
Ha scritto romanzi per adulti e per ragazzi, ed è l'autore della collana
"Capitan Fox" (Dami editore) tradotta e pubblicata in molto paesi.



1 Come mai ha deciso di scrivere anche per i bambini e i ragazzi?

Sono un esperto e un appassionato di fumetti. Un genere che, in qualche modo, è al contempo adulto e bambino. Forse questo mi ha facilitato. Forse sono ancora molto bambino e ragazzo, anche se ho 45 anni…

2 Ci racconta quando scrive, il suo tavolo di lavoro e se preferisce la carta o il pc?

Lavoro al pc. Anzi al mac, per essere preciso. Scrivo nel tardo pomeriggio o dopo cena, nel mio appartamento di Scandicci (Firenze). Certe volte metto della musica in sottofondo. Fado, musica brasiliana, boleros. Musica forse troppo bella per fare solo da sottofondo!

3 Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Come dicevo, una consuetudine è la musica in sottofondo. Certe volte invece ascolto le partite alla radio. Il silenzio non mi si addice.

4 Quando nasce un nuovo racconto? Com’è nato Capitan Fox?

Giunti mi chiamò per rivitalizzare una serie per bambini già esistente, “Dick Rabbit”. Poi i grandi capi cambiarono idea e mi incaricarono di creare una nuova collana. Così mi misi al lavoro, proponendo un bel po’ di personaggi. Alla fine mi chiesero esplicitamente di concentrarmi sui pirati. Nacque così “Capitan Fox”, che in Italia è arrivato all’ottavo volume e all’estero è tradotto in Cina, Corea del Sud, Portogallo, Polonia e Ucraina.

5 Sta lavorando a qualcosa in questo periodo?

Sono impegnato su parecchi fronti. Ho appena terminato di scrivere l’undicesimo episodio di Capitan Fox, che dovrebbe uscire nel 2012. Dirigo una nuova collana, Nobel, del consorzio Milonga (Avagliano e Fermento editore). Per questa collana, che si propone di riportare sugli scaffali libri belli ma dimenticati, sono appena usciti due titoli, “Il Blues del Rottame Vagante” di Fitzgerald e “Il giorno della locusta” di West. Inoltre, a ottobre è prevista l’uscita di un mio romanzo per adulti, “Borderlife”.

6 Molti ritengono che la letteratura per l’infanzia sia di serie B.
   Che dire a chi la pensa così?

Beh, anche i fumetti sono spesso trattati come un genere di serie B. Personalmente non credo ci siano generi di serie A e generi di serie B. Piuttosto, esistono autori di serie A e autori di serie B. In ogni caso, non sottovaluteri la serie B…

7 C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista?

   Una riflessione, un pensiero, un messaggio, ciò che preferisce, ci dica.

Beh, il messaggio è: leggetemi! Magari iniziate dal mio ultimo romanzo per adulti, “La città degli uomini soli” (Dario Flaccovio, 2008). Lascio l’indirizzo del mio sito internet: www.marcoinnocenti.com

Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.


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