Lettori fissi

mercoledì 12 luglio 2017

Ninnananna

L'estate 2017 è piena di bambini che sono appena arrivati, o in arrivo,
 mamme nuove o veterane stanno per affrontare i primi mesi dei loro piccoli.

Forse ispirata da questo incredibile afflusso di anime
ho scritto una piccola raccolta di ninnananne.
La dedico al bambino di mio cugino che arriverà tra poche settimane
e di cui ancora non sappiamo il nome, lo dedico anche ad Anna 
che ha già fatto disperare la mamma e il papà per lunghe notti,
 agli appena-appena arrivati Gabriele, Cristina, Caterina, 
e alle loro fantastiche mamme,
Alice, Chiara, Federica, Valentina.
  

La voce della mamma

Ascolta ascolta la tua mamma
la sua voce è come una fiamma

che riscalda, che rincuora
sempre e fino a tarda ora

che non smette di cantare
e ti dice di sognare

è soave come il vento
quando è piccolo e contento

è soave come il sapore
delle fragole e le more

è soave come la luce
quando l’alba d’oro cuce.




sabato 8 luglio 2017

Premio Strega 2017

Il vincitore sono sicura che lo conoscete già. 
Se non è così, non vi rovino la sorpresa.

Se vi siete persi la serata della premiazione, 
vi metto qui il link 
dove potete andare a guardarvela, a gustarvela.
 
 


venerdì 9 giugno 2017

Biennale 2017 Padiglione del Libano



L’Opera che ho trovato particolarmente emozionante alla Biennale di Venezia 2017 è quella del libanese Zad Moultaka, all’arsenale. Si entra in un padiglione completamente buio, chi ti riceve ti dice che puoi camminare tranquilla perché lo spazio è libero, oppure puoi sederti.



Il buio è totale. Dopo un periodo di silenzio, si comincia a sentire un canto, solo due voci. È una preghiera per scongiurare l’apocalisse, l’antico inno a ŠamaŠ, il dio babilonese del sole e della giustizia, che si trova su un’alta stele nera incisa 4000 anni fa, considerata la prima tavola della legge. Al centro c’è un motore a reazione, simbolo della rovina del mondo.

L’immenso padiglione si illumina, molto lentamente, prima su una parete, cosparsa di quelle che sembrano stelle scintillanti. In realtà sono 150.000 monete, simbolo del Vello d’oro. Poi via via, per gradi, l’ambiente intero viene investito dalla luce.






Ci sono state altre opere che ho apprezzato molto, ma questa mi ha proprio commossa. Potrei tornare a rivedere l’arsenale solo per questo.

Quando si muore, forse succede così. Comunque sia in quel padiglione ho visto come secondo me dovrebbe essere Dio. Appare nell’oscurità in cui mi trovo e con un canto a voce bassa ma potente, commovente, accogliente, illumina tutto in modo che io possa finalmente vedere ciò che ora non vedo. 


martedì 23 maggio 2017

Una storia di Marinella Barigazzi



­
Marinella è una traduttrice ed autrice 
molto preziosa nell'ambiente editoriale per ragazzi.

Dati i tristi avvenimenti di oggi,
 vuole regalarci questo suo testo,
un bocciolo di speranza.


Mamma, mi regali un sogno?
                         di Marinella Barigazzi                          

“Mamma, mamma!” grida Marco spaventato.
“Che cosa c’è? È notte, dovresti dormire…”
“Ho fatto un brutto sogno. Ero a scuola, e c’era tanta confusione. A un certo punto è arrivato qualcuno e ha sparato. Poi mi sono svegliato.”
“Un brutto sogno davvero!”
“Mamma mi regali il tuo sogno? Così mi dimenticherò del mio.”
“D’accordo. Ho sognato che accendevo la televisione e dicevano che era successa una cosa straordinaria.”
“Davvero?
“Si. Tutte le guerre del mondo erano finite.”
“Uh... mi sembra davvero una cosa straordinaria!”
“C’era una piazza enorme con tanta gente che arrivava correndo, ballando e cantando. Si sventolavano bandiere con delle scritte. Dicevano “Pace, Rispetto, Tolleranza e Libertà.”
“Mi piace, questo sogno. Vai avanti per piacere, mamma.”
“Le bandiere si muovevano alte nel vento, verso il cielo. Le strade si riempivano di gente: donne e uomini di tutte le età che si prendevano per mano e quando si incrociavano si salutavano e sorridevano.”
 “Come nei sentieri in montagna? Mamma, non possiamo fare anche noi questa cosa delle bandiere e dei sorrisi?”
“Si che possiamo.”
“Allora forse non è più un sogno.”
“Si, lo è. E' un grande sogno.”  
 “Lo voglio proprio questo sogno. Anch’io voglio sorridere alla gente e salutarla quando la incontro e non voglio più sognare uomini che sparano come nelle guerre.”
 “Va bene, te lo regalo. Ma non tenerlo solo per te. Raccontalo a tutti.”
“Così diventerà vero?”
“Non lo sappiamo… Ma se lo racconterai e altri lo racconteranno forse comincerà a diventare un pochino vero.”
 “Grazie, mamma. Adesso torno a dormire per sognare il tuo sogno.”
     E Marco sognò…
Sognò il cortile della scuola che come una grande piazza accoglieva bambini provenienti da tutte le parti del mondo.
Sognò la maestra che li salutava e sorrideva.
Sognò anche le bandiere che dicevano  Pace, Rispetto, Tolleranza e Libertà.
    Poi si svegliò.
Si preparò in fretta e prima di uscire di casa prese un fiore da un vaso.
Lo portò alla maestra e le disse: “Buongiorno, maestra. Sai, questa notte ho fatto un sogno…”.

(tutti i diritti riservati)
www.marinellabarigazzi.com




giovedì 11 maggio 2017

Mostra dedicata alla Terra - 10 maggio - 10 agosto



A Trieste, al numero 1 di piazza Barbacan, c’è la Galleria d’arte LiberArti, di Maria Sánchez Puyade. Ci troviamo in una raccolta piazzetta stretta tra gli edifici della parte vecchia della città, una zona in salita che porta al colle di San Giusto, dominata dalla presenza dell’Arco di Riccardo.

 Ideazione, allestimento, Albero dei Sephiroth e Colonne di Maria Sánchez Puyade.



Da LiberArti ieri sera si è concluso il ciclo di esposizioni dedicate agli elementi della Natura e alla Magia. A chiudere il cerchio è stata la mostra “Terra” che sarà visitabile fino al 10 agosto.

A luglio, alla Sala Veruda, dietro Piazza Unità, verrà poi esposta la Quintessenza di questo percorso espositivo, un compendio, arricchito da alcune novità.

Alla mostra Terra hanno partecipato Alessandra Spigai, Maria Sánchez Puyade e mio marito Marco Bevilacqua.



 Gocce di Marco Bevilacqua.
La Terra di Marco Bevilacqua.
  Quadri, sculture e nido in fil di ferro di Alessandra Spigai.








venerdì 5 maggio 2017

Aversa, Dall'altra parte della paura, Fasi di Luna editore



Il treno di notte, Trieste, Roma, Aversa. 
Una mattinata dedicata ancora a Dall’altra parte della paura, Fasi di Luna editore. 









 
I ragazzi, tanti, e splendidi come sempre. Hanno creato un cartone animato, recitato, cantato, esposto approfondimenti. Rimane sempre un ricordo scintillante, si raccolgono buona energia, sorrisi, entusiasmo. Grazie Aversa!

mercoledì 26 aprile 2017

Dall'altra parte della paura, Fasi di Luna editore, presentazioni in Puglia



Da lettrice, ho constatato che spesso è meglio non conoscere di persona gli autori dei libri. Il libro, il suo gusto, le sensazioni e il divertimento che mi hanno regalato le pagine, questo è importante. Eppure le presentazioni sono parte del mestiere, e tocca mettersi in gioco. Da autrice del libro Dall’altra parte della paura, Fasi di Luna editore, che racconta la delicata questione del bullismo, ho appena partecipato a sette incontri in tre giorni, nella meravigliosa terra di Puglia. A Bari, Altamura, Gravina e Cellamare. Vista l’ottima accoglienza del libro nelle scuole, l’editore ha organizzato un vero e proprio tour di presentazioni. 




A livello umano e personale ho ricevuto tantissimo, sono stata travolta dall’affetto, in maniera così spontanea ed entusiasta, che rimanevo quasi continuamente senza parole. Ora mi porto dentro una forte emozione di commosso stupore e commossa gratitudine. 






Quando inventi una storia, e sei sola con te stessa e la narrazione, non hai idea di ciò che accadrà dopo aver scritto l’ultima parola. Non sai se ciò che hai prodotto piacerà all’editore, se la storia verrà mai pubblicata, se qualcuno si sentirà coinvolto da ciò che hai raccontato. Ma in questi tre giorni sono stata fortunata, mi sono resa conto di quanto i ragazzi hanno lavorato sul testo, lo hanno fatto loro. Alcuni mi hanno detto in faccia che gli è piaciuto, e questa è la più bella dimostrazione di affetto e considerazione che potevo sperare di ricevere. Un regalo immenso.



 Le insegnanti alla scuola di Acquaviva.



Ho le foto e i video… mi ricordano che sì, è accaduto davvero. Molto materiale non lo posso far vedere, servirebbe una liberatoria, e mi spiace che sulle foto sia necessario coprire i sorrisi dei ragazzi. Sono tanti i lavori che hanno realizzato ispirandosi al libro. Hanno recitato, composto video, materiale illustrativo, spettacoli teatrali (in lavorazione, ma ho potuto vedere delle parti), hanno scritto poesie e hanno cantato e suonato una canzone dedicata a una parte della storia! Sono stati di una bravura incredibile. Davvero… ho visto dei talenti assoluti, non esagero nemmeno un poco.

Mi hanno consegnato anche un plico di considerazioni e riflessioni, leggerò tutto con calma e risponderò. Non mi aspettavo tanta partecipazione.






Parte frivola: il freddo, il lungo viaggio, gli spostamenti, la tensione, hanno azzerato qualsiasi tentativo di impostarmi come una persona seria. Sono stata me stessa, peccato per le magliette belle che ho dovuto lasciare in valigia viste le temperature.



Ho conosciuto insegnanti sensibili, persone animate da vera vocazione, che sanno ritagliarsi momenti speciali con la loro classe, momenti in cui si siedono a terra sui cuscini per leggere sorseggiando una cioccolata calda. Un nido, una fortezza, che i ragazzi porteranno dentro di loro per il resto della vita.




 


martedì 28 marzo 2017

Ricordiamoci le cose belle.

Non farò un post per ogni titolo, come detto l'ultima volta. Preferisco concentrarmi sui prossimi, e per quanto riguarda Dall'altra parte della Paura, La volta che il cielo sparì e A Spasso con l'Orso, continuerò a parlarne quando succede qualcosa che ha a che fare con loro in particolare. Aprile ne vedrà delle belle. 

Comunque inserisco qui una scheda e qualche foto dei momenti in cui sono usciti questi racconti.




Qui sopra da sinistra a destra, al Caffè Tommaseo di Trieste,
Natascia Ugliano (illustratrice), Valentina Rizzi (Bibliolibrò editore) ed io.