Lettori fissi

lunedì 9 maggio 2011

Intervista a Laura Walter



Laura Walter, abita a Padova, anche se è nata sotto la Pedemontana vicentina. È laureata in Scienze Politiche, conosce tre lingue straniere, e lavora in banca, per il momento, e scrive libri per ragazzi.
E non solo.


1 Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?

Forse non è una cosa che si decide. E’ una passione, e ti nasce dentro, e la segui, sorridendo. Sicuramente ha avuto grande importanza Gianni Rodari, e due suoi libri in particolare: “Favole al Telefono” e “Le avventure di Cipollino”.
Letti e riletti sino a saperli quasi a memoria.
Il primo è, a mio parere, un capolavoro: ogni favola è breve, induce quindi il bambino che si appresta ad iniziare a leggere lo fa senza pensare che avrà un compito arduo da svolgere. Così si legge la prima fiaba, poi sbircia la seconda. Anche quella è corta, quindi si può affrontare. Ho visto bambini che avevano appena appreso l’arte della lettura leggere anche una ventina di pagine senza accorgersi di averlo fatto.
Ogni fiaba, poi, è prima di tutto molto divertente, surreale, buffa, e poi, in modo sottile, a volte esplicito, ma senza mai essere moralistico, lancia un messaggio di valore.
Ecco: il messaggio per crescere, per diventare grandi, senza perdere la tenerezza, mi incantava sin da piccola.
I miei primi tentativi di scrittura per ragazzi, infatti, li chiamavo le “rodarate”.

Incantevole, poi, anche le “Avventure di Cipollino”: la rivoluzione fatta dai ragazzi, per essere uguali nei diritti, e poter valorizzare così le proprie diversità, è geniale.
Attualissimo, adatto ad interpretare l’articolo 3 della nostra Costituzione.
Sì, lo ammetto: è Gianni Rodari l’inizio del tutto.
Quindi, pubblicamente, grazie a Gianni.

2 Ci racconta quando scrive, il suo tavolo di lavoro e se preferisce la carta o il pc?

Scrivo rigorosamente a mano, su quaderni di formato A5, a righe. Li tengo tutti insieme, dentro alla mia borsa da Mary Poppins, e, appena ho un po’ di tempo, li tiro fuori e scrivo.

I miei posti preferiti sono tre, a seconda della stagione.

D’Inverno scrivo sul tavolo della cucina, con qualcosa di lento che si cucina sui fornelli o nel forno, meglio se deve essere girato ogni tanto, come il ragù.
Mi accompagna sempre la musica di Wolfgang Amadeus Mozart: così, con l’orchestra e il profumo del cibo sotto il naso, magari con una tisana accanto, abitualmente scrivo un capitolo alla volta.
La mia gatta gradisce molto, e, a volte, viene a sedersi in grembo, ronronnando serena.

Talvolta vado in osteria: è una piccola osteria gestita da Ubaldo, un bravissimo oste che sembra molto Marx, nell’aspetto e nei pensieri. Un bicchiere di rosso, qualche chiacchiera di libri o cinema con Ubaldo, e via, a scrivere un capitolo, mentre in osteria i presenti discutono di politica e massimi sistemi, davanti ad un goto de rosso.

Con la bella stagione, invece, eccomi fuori, ai tavolini dei caffè all’aperto, in centro a Padova, sempre con i miei amati quaderni.
Un caffè, una pasta, il brusio della gente a passeggio, ed io immersa a seguire le avventure dei miei personaggi. Li inseguo con la biro blu, li catturo, e torno a casa soddisfatta. Il PC arriva dopo, quando, trascrivendo quattro o cinque capitoli per volta, li rileggo ancora, vedo se scorrono, cantano, ritmano bene insieme.

3 Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che lei cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Credo, vista la risposta precedente, che si tratti del cibo. E’ sensuale e rassicurante insieme, mi coccola. Anche se non sono certo una mangiona.

C’è invece un orario che prediligo: il primo pomeriggio, dopo il caffè, mi trovo molto bene a scrivere.

4 Qual è il racconto che spera un giorno di riuscire a scrivere? Quello che sente vorrebbe raccontare e spera di essere in grado di tirar fuori.

Non ci ho davvero mai pensato.

Scrivo per esigenza, per urgenza, a seconda del momento: se qualcosa mi colpisce al punto da ispirarmi la seguo, senza pormi obbiettivi. Il vero obbiettivo è sentire pienezza dentro di me finché scrivo, divertirmi, emozionarmi, entrare ed uscire dalle parole. Solo così credo di poter passare messaggi condivisi, perché partono dal cuore, non dalla mente.

A ritroso, poi, capisco qual è stata la mia personale esigenza nello scrivere.

In “Agenzia Cammincammina”, ad esempio, racconto di un buffo negozio di scarpe da viaggio. Le indossi, fai tre passi, dici “oplà” e sei magicamente a destinazione, anche se questa è a centinaia e centinaia di chilometri di distanza.

Meraviglioso, ma…non è che questo racconto, forse, la dice lunga sulla mia paura degli aerei?

5 A cosa sta lavorando in questo periodo?

A un sacco di cose nella mia testa.
Concretamente, sto ultimando il seguito di “Mistica Maeva e l’Anello di Venezia”. (Fabbri)
I ragazzi si troveranno a che fare con una nuova avventura in terraferma, questa volta a Padova, sulle tracce di un cannocchiale esoterico dai poteri affascinanti, l’Occhio dell’Anima.
Il titolo provvisorio è “Mistica Maeva e la Torre delle Stelle”.

Poi ho mille progetti, che spero vedranno la luce, primo fra tutti una serie dedicata all’agricoltura biologica.

Mi dedico poi agli incontri di presentazione dei libri che usciranno tra qualche giorno: “La voce delle stelle”, biografia per ragazzi di Galileo Galilei, con le suggestive e ricche illustrazioni di Valentina Salmaso (Kite Edizioni), e “Dietro che c’è”, filastrocca sul primo articolo della Costituzione Italiana spiegato al primo ciclo elementare, con le fresche illustrazioni di Roberto Luciani.

6 Solitamente in quanto tempo è pronto un suo libro?

Dipende, logicamente, dalla lunghezza dello stesso.
I romanzi come Mistica e Cloni di Fate hanno avuto gestazioni lunghe, circa 10 mesi. Per mantenermi, però, faccio un altro mestiere, per cui si tratta di 10 mesi nei quali dedico il tempo libero alla scrittura.
Testi come “Agenzia Cammincammina”, invece, li rigiro in testa a lungo, ma poi li scrivo in un pomeriggio.

7 C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista?

Una riflessione, un pensiero, un messaggio, ciò che preferisce, ci dica.

Oh, sì.

Una cosa fondamentale:

BRIF, BRUF, BRAF!

il sito dell'autrice http://www.laurawalter.it/ 

Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.

1 commento:

Chagall ha detto...

Oh, Cristina, ho scoperto solo ora questa intervista! Io ho adorato Mistica Maeva, il booktrailer in rete l'ho fatto io XD
Bravissima Laura, aspetto i nuovi libri.

Archivio blog