Lettori fissi

venerdì 15 luglio 2011

Intervista a Lodovica Cima


Sono nata a Lecco, ma vivo e lavoro a Milano, dove mi sono laureata in Letteratura italiana comparata alla Letteratura inglese, dopo essermi diplomata come maestra elementare. Sono sposata e mamma di un bambino e di una bambina.

Da più di quindici anni lavoro nell'editoria per ragazzi, dapprima come redattrice in case editrici librarie (Signorelli, Vita e Pensiero, Cetem, De Agostini, Giunti, PBM Editori) e poi, dal 1996 come autrice/progettista e consulente editoriale. Ho creato e diretto per nove anni la collana di narrativa per ragazzi "LA GIOSTRA DI CARTA" per Bruno Mondadori Editore.
Dal 2006 sono responsabile del settore ragazzi di Edizioni San Paolo.

Accanto al lavoro di scrittura e consulenza ho sempre mantenuto attività di collaborazione con riviste specializzate (Letture in cui è titolare della rubrica "Ragazzi", Il Giornalino, Famiglia Oggi, Famiglia Cristiana, Il Segnalibro, Popotus/Avvenire, Vita scolastica, La Scuola dell’Infanzia).
Collaboro a Filastrocche.it con testi inediti e recensioni.

Qualcosa di più di una foto, vi inserisco il link di un piccolo video
in cui Lodovica Cima ci parla di editoria per ragazzi

Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?

Perché scrivere per loro vuol dire togliersi completamente gli abiti da adulta e riuscire ad arrivare ad un’altra lunghezza d’onda e di parola!

Qual è il racconto che spera un giorno di riuscire a scrivere? Quello che sente vorrebbe raccontare e spera di essere in grado di tirar fuori.

L’ho strutturato e cominciato, ma non riesco ad avanzare, è una storia che conuiga realtà e fumetto: un ragazzino fa amicizia con un personaggio dei fumetti che diventa il suo amico immaginario, ma in realtà visibilissimo sulle pagine dei fumetti che lui acquista e legge.

Ci racconta quando scrive, il suo tavolo da lavoro e se preferisce la carta o il pc?

Scrivo principalmente nel sottotetto di casa mia, tra le tegole traballanti dei tetti del centro di Milano.
I piccioni tubano e mi fanno compagnia.
Sotto di me c’è l’appartamento in cui vive la mia famiglia “rumorosa”.

Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Annoto tutto su un quadernetto nero. Ne avrò riempiti centinaia, da quando ho cominciato, tutti uguali. Molte idee poi vengono travasate nei miei libri, altre rimangono lì per sempre. Porto sempre con me il quaderno, anche quando vado a sciare, nello zaino. C’è chi mi prende in giro…

Sta lavorando a qualcosa in questo periodo?

Sì certo. Ho un librino in uscita in settembre e quindi lo sto accompagnando, nel senso che seguo il lavoro dell’illustratrice per filo e per segno… poi sto scrivendo una nuova storia, ma per ora non voglio svelare di cosa si tratta. Dico solo che è piuttosto difficile da scrivere e quindi avanzo pian piano come una formichina.

Alcuni affermano che la letteratura per i ragazzi è di serie B. Cosa rispondere a chi la pensa così?

Purtroppo si pensa così in Italia. All’estero quasi tutti i grandissimi della letteratura hanno in curriculum almeno un libro per ragazzi. La letteratura vera non ha limiti di età. Mi chiedono spesso: “perché non scrivi per i grandi? Avresti più successo, guadagneresti di più” io sorrido e non per snobismo, ma rispondo che non mi interessa, mi interessa riuscire a parlare con i piccoli, le persone in trasformazione sono più interessanti.

C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista?
Una riflessione, un pensiero, un messaggio, ciò che preferisce, ci dica.

Siamo in un momento di grandissima trasformazione dell’oggetto libro. L’amore per la lettura potrebbe cedere alla mania del gioco a tutti i costi, con questi nuovi tablets. Allora vorrei dire che la magia della narrazione non è sostituibile con niente altro, sta a noi autori trovare il modo di adeguarci ai nuovi supporti per continuare a far vivere quella magia.

Il sito dell'autrice http://www.lodovicacima.it/

Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.





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