Lettori fissi

domenica 25 settembre 2011

Intervista a Sabina Colloredo





Vive e lavora a Milano. E’ scrittrice, traduttrice e copywriter.
Appena può, si rifugia nelle Marche, nella sua casa in cima alla collina, dove scrive i suoi romanzi, racconti e poesie per ragazzi. Ha pubblicato finora una sessantina di libri, tradotti in numerosi Paesi esteri, e romanzi per adulti.


Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?

Da bambina mi piaceva immensamente leggere. Non ero una ragazzina molto socievole. I libri mi davano quello di cui avevo bisogno: astrazione, emozione, pace interiore, sicurezza. Era uno scambio importante. A poco a poco, negli anni, ho scoperto che la scrittura, che ho sempre praticato, fin da piccola, era una necessità espressiva e quando sono nate le mie figlie, quando il mondo dei bambini è ritornato il mio mondo, ho scoperto che non avevo dimenticato, che potevo raccontarlo, e la scrittura è diventata la mia professione.

C’è ancora un racconto in sospeso che spera di riuscire a tirar fuori?

Non penso mai a queste cose. Scrivo liberamente, sempre, e di getto, anche quando ho un tema preciso da sviluppare, come ad esempio nella collana sui miti e gli dei dell’antica Grecia. Non ho racconti nel cassetto, né progetti in sospeso. Quello che sento, scrivo.

Ci racconta quando scrive, il suo tavolo da lavoro e se preferisce la carta o il pc?

Cambio zona della casa a secondo dell’umore del giorno. Ultimamente scrivo con il mio pc sul tavolone della cucina, una stanza luminosissima, spesso con qualche pentola sul fuoco alle spalle. Le figlie e le loro amiche vanno e vengono, chiamano, interrompono. Ho imparato negli anni che con loro non c’è porta che tenga. Per fortuna mi adatto facilmente a tutte le circostanze. Scrivo velocemente e posso riprendere e lasciare il filo molte volte senza che la storia ne risenta.

Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Scrivo soprattutto nelle ore del mattino. O di sera tardi. Il pomeriggio lo dedico a rivedere il testo o a correggerlo. In realtà, non stacco mai. I personaggi e il racconto, da qualche parte, più o meno nascosti, convivono con la mia giornata.

Sta lavorando a qualcosa in questo periodo?

Sto sempre scrivendo qualcosa, ormai da quasi quindici anni. Se passa un giorno senza che io abbia scritto, mi sembra di aver perso qualcosa. Ora sto finendo il secondo romanzo storico per adulti che fa parte di una trilogia sui longobardi. Mi piace passare da una scrittura ad un’altra, da un tema all’altro.

Ha mai sognato il personaggio di una delle sue storie dopo averlo inventato?

Non un personaggio. Ma situazioni, colori, emozioni, sviluppo, intrecci, sì. Spesso di notte mi sveglio con il filo della scrittura in testa. Sarà per questo che dormo poco e male…




Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.


















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