Lettori fissi

martedì 13 settembre 2011

Intervista a Luca Cognolato


Luca Cognolato, nato a Marghera (Ve) il 4 agosto 1963, laureato in Lettere all'Università di Ca'Foscari (Venezia), insegna in un istituto superiore a Padova, ma è tornato da poco dietro i banchi per un master post universitario. Autore di libri per bambini e ragazzi, gira per le scuole per chiacchierare con gli studenti di lettura e scrittura. Ha sempre un sacco di cose da fare, ma amerebbe farle lentamente. Per non soffocare nel traffico cittadino, opta sempre più spesso per spostamenti in bicicletta, anche quando minaccia pioggia.

Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?
Non è facile rispondere a questa domanda... Perché in realtà non so bene come sia accaduto.Mi è sempre piaciuto inventare storie, di tutti i generi, fin dai tempi in cui giocavo con i soldatini di plastica (qualcuno si ricorda dei soldatini Atlantic? Ditemi di sì, non fatemi sentire obsoleto). Metterle su carta a volte mi è difficile. Non è per pigrizia. Direi piuttosto che si materializzano nella mia testa altre avventure, che spingono per avere il loro spazio. Mi faccio prendere dalle nuove arrivate, abbandonando così le altre... come delle onde che arrivano, una dopo l'altra.
Ho deciso per la prima volta di scrivere una storia fino alla fine, quando i miei due figli erano bambini. Ovvio quindi che partissi da qualcosa che avevo inventato per loro mentre eravamo in macchina. Ho scoperto subito che scrivere per bambini e per ragazzi è un gioco con tante regole, che lo rendono più difficile e più divertente. E mi sono affezionato.

Qual è il racconto che spera un giorno di riuscire a scrivere? Quello che sente vorrebbe raccontare e spera di essere in grado di tirar fuori.

Quando faccio fatica ad addormentarmi, immagino di muovermi attraverso luoghi inventati, d'incontrare personaggi che diventano ogni volta più familiari. Come se fossero degli spezzoni di film che si proiettano nella mia mente, spesso staccati tra di loro, con molte parti in sospeso. Eppure so che quelle figure, quei luoghi, che ormai conosco bene, fanno parte di un'unica grande narrazione, sono momenti della stessa storia.

C'é un sentiero che attraversa dei campi allagati, recintati da alti pioppi, dove si vedono dei pesci nuotare quasi in superficie, poi c'è un bivio che porta verso la casa costruita sotto a una cresta di roccia o giù, verso il mare. Potrei descrivere una piccola grotta che si apre più avanti o la radura dove scortecciano i tronchi. Una signora ha una piccola fattoria, che manda avanti con l'aiuto della figlia, di una muta di cani e di una donna bisbetica.

Un giorno mi piacerebbe unire tutte queste immagini e le storie dei personaggi che ho incontrato là, mettere tutto su carta e sapere finalmente come va a finire.

Ci racconta quando scrive, il suo tavolo da lavoro e se preferisce la carta o il Pc?

Ho un approccio nomade alla scrittura. Non c'é un posto preciso dove riesca a scrivere meglio e credo che sia possibile scrivere dappertutto. Certo ho bisogno di essere lasciato un po' in pace e le parole vengono meglio se sono da solo, se posso parlare ad alta voce, se posso aggirarmi per la stanza dondolandomi come un mostro o balzare dalla sedia ridendo da solo. Preferisco non avere pubblico quando faccio il pazzo. ;->

Il momento preferito sono le vacanze e la sera, più per motivi pratici che d'ispirazione alta.

Per scrivere uso il Pc, anzi due: un portatile e un netpad. Ho però dei quadernetti dalla copertina rigida a colori vivaci che uso per fissare le idee per una storia, soprattutto all'inizio. A volte però appunto sulle stesse pagine anche i libri da leggere, i film da vedere, i dischi da comprare e la lista della spesa. Questo crea una certa confusione quando cerco di mettere ordine in quello che ho scritto.

Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Metto della musica, all'inizio. Poi, invariabilmente, abbasso il volume e dopo poco la spengo, perché passato il momento iniziale mi disturba. Mi preparo da bere, tè, caffè, orzo (almeno un litro, tanto non contiene né caffeina né teina né altro) e mi tengo vicino dei fogli e una matita, per scarabocchiare o per disegnare. Ah, e della cioccolata. Aiuta.

Inizio scrivendo cose che alla fine cancellerò, però mi servono per prendere la mano con la scrittura, specialmente se non scrivo da qualche giorno. Sono un tipo che cancella molto, anche se a malincuore. E LENTO, secondo chi mi sta vicino, molto lento nel fare le cose. Sarà vero?

Sta lavorando a qualcosa in questo periodo?

Quanto a idee questo é un grande periodo. Sto rivedendo le ultime bozze per Einaudi di "BASKET LEAGUE: IN TRASFERTA!", il terzo episodio dei ragazzi degli Sharks, una squadra di basket decisamente originale.
Ho quasi concluso un romanzo per ragazzi ambientato nella II guerra mondiale con un protagonista molto particolare, ma realmente esistito, che scrivo a 4 mani con Silvia del Francia. Discutiamo molto e prima o poi uno di noi due perderà una mano, andando avanti così! Non siamo d'accordo su niente e forse per questo la storia sta venendo veramente bene.
In un quadernetto dalla copertina rossa ci sono le trame per due storie rivolte agli adolescenti e una per adulti. Senza contare un'idea che ho proposto all'Einaudi e che devo approfondire.

L'altra sera poi a mio figlio é tornato in mente l'inizio di una storia che gli avevo raccontato molti anni fa ;-> Ma forse vi ho già detto che sono lento nello scrivere?

Ha mai sognato il personaggio di una delle sue storie dopo averlo inventato?

Sognato mai, ci mancherebbe altro, non sono mica pazzo!

Però ogni tanto sento la voce di Fiacca che sparla di ragazze, incontro per strada Checco o uno dei ragazzi di BASKET LEAGUE. Mi piacerebbe costruirmi un velocibagagliaio, come quello del nonno di OPERAZIONE N.O.N.N.O. Credo ovviamente all'esistenza di un piccolo VERME MELA che riesce a cavarsela benissimo in un mondo abitato da gente molto più grossa e forte di lui, usando il cervello e sono sicuro che prima o poi anch'io, come Mirino di OCCHIO ALLA FATA! Riuscirò a fare incantesimi che diano vita ai calzini puzzolenti.

Nei miei sogni non incontro i personaggi dei libri, ma vado a prendere un cucciolo al canile!

C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista?
Una riflessione, un pensiero, un messaggio, ciò che preferisce, ci dica.

Sono pieno di messaggi da lasciare, li tengo tutti registrati sul nastro della mia vecchia segreteria telefonica in garage.
Mi piacerebbe ci fossero più libri per bambini che non hanno bisogno di voluminosi manuali d'istruzioni per leggerli e che gli esperti la finissero di parlare del problema della lettura in Italia, ma si concentrassero sul piacere.
Ma il messaggio che voglio lasciare è un altro, é la grande risposta a tutti i problemi del mondo: 42.

E spero di essere stato galatticamente chiaro. ;-> aloha.

Luca Cognolato si trova anche su facebook!

Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.










Nessun commento:

Archivio blog