Lettori fissi

lunedì 17 ottobre 2011

Intervista a Sandra Dema




Sandra Dema

Così mi hanno chiamata quel giorno in cui, appena affacciata sul mondo, ho urlato forte, tanto forte che per zittirmi sono ricorsi ad un rimedio della nonna: alcune gocce di caffè amaro e freddo versate sulle labbra… da allora, con la tazzina in mano, sono cresciuta.

E fra una cosa e l’altra,

un sorriso e un pianto,

un fiore e una pietra ,

un libro e una mela,

una bimba e un bimbo,

un foglio e una matita ...

ho trovato il mio piccolo angolo di cielo.

Lo coloro ogni giorno con i visi dei bimbi e delle bimbe che incontro.

In sostanza cosa faccio?

Progetto attività di educazione interculturale, ambientale, alla nonviolenza, alla sostenibilità, alla convivenza civile per le scuole….

Promuovo laboratori di lettura animata nelle biblioteche e nelle scuole e laboratori creativi con materiali di recupero.

Scrivo... scrivo e così ogni tanto nascono nuovi libri.

Amo stare in mezzo alla natura e rispettarla, giocare, leggere, pacioccare, ridere, scherzare, raccontare...




Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?

Il lavoro costante con bambini e ragazzi ha sicuramente favorito e influenzato la scoperta e il piacere di scrivere. Quando, in età adulta, ho sentito la spinta a proporre il testo di uno spettacolo teatrale a una casa editrice affinchè ne valutasse l'eventuale pubblicazione, ho capito che qualcosa stava cambiando. L'interesse dimostrato dalla redazione e la richiesta di procedere con la stesura della storia sono stati una sfida che ho raccolto/accolto subito senza esitazione. Non mi ha spaventato il grande lavoro e impegno che mi aspettava, e mi sono tuffata in questa nuova avventura. Con mio grande stupore quando la matita ha incontrato il foglio, non per ballare in fantastici ghirigori, ma per sciogliersi in parole ho capito che la storia era già dentro di me.

Terminato questo impegno durato mesi, ho comperato una scatola di matite e ho recuperato tanti fogli, decisa a scrivere altre storie...

Che genere di storie le piace inventare?

Quando la storia si muove nella testa assume forme, modi e colori difficili da catalogare. A volte scrivo storie buffe e bizzarre, altre volte poetiche, brevi e profonde, dipende...

Ci racconta quando scrive, il suo tavolo da lavoro e se preferisce la carta o il pc?

La mia casa non è molto grande, non ho uno studio, una mansarda o un bowindow.

Nell'angolo della cucina tra il tavolo, la panca, la sedia, il frigorifero... nascono le storie. Una matita e un temperino tra le mani, cartelline stracolme di appunti, libri, ritagli di giornale, fogli... sul tavolo e sulla panca. Scrivo sempre a mano il testo della storia e solo successivamente lo trasferisco al computer.

Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Mi succede a volte di sentire la storia muoversi nella testa ma percepire di dover ancora attendere per dipingerle le gambe e farla camminare... Così occupo il tempo stirando, cucinando, tagliando stoffe, carta o altro e intanto i pensieri viaggiano.

Quando sento che è giunto il momento di darle corpo, allora il silenzio è la condizione migliore.

Accade anche che una notizia alla radio, un'immagine su un libro, una parola sentita di sfuggita, una nuvola in cielo, gli occhi di un bambino... siano lo stimolo a scrivere una nuova storia.

Così è stato per “Fiori e sassolini” (Acco editore). Una storia scritta dapprima con immagini su un pezzo di carta, in auto, al freddo ascoltando le drammatiche vicende di un popolo e poi tradotta in parole, a casa, al caldo.

Sta lavorando a qualcosa in questo periodo?

Sì, un paio di progetti stanno prendendo forma e un paio sono in lettura presso alcune case editrici e attendono il verdetto.

Ha mai sognato il personaggio di una delle sue storie dopo averlo inventato?

Capita più frequentemente che sogni il personaggio prima di farlo diventare protagonista della storia. Succede spesso che mi svegli di notte con la storia che bussa alla porta... non mi resta che alzarmi e accoglierla sul foglio.

C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista?
Una riflessione, un pensiero, ciò che preferisce, ci dica.

Dedicare del tempo alla lettura è una buona terapia per corpo e mente di grandi e piccoli.


Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.






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