Lettori fissi

sabato 1 ottobre 2011

Intervista a Luisa Mattia


Luisa Mattia, romana, è autrice, insieme ad altri cinque "soci di penna", di Melevisione, trasmissione per bambini di RAI YOYO.

E’ autrice di di numerosi romanzi che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il PREMIO PIPPI 2006, dedicato a Astrid Lindgren, vinto con il romanzo LA SCELTA (Sinnos Editrice) e il Premio Castello di Sanguinetto con il romanzo TI CHIAMI LUPO GENTILE (Rizzoli).

Ha ideato e coordinato un progetto di scrittura nella scuola di base. Da questa esperienza, di durata decennale, è scaturita la pubblicazione di A SCUOLA DI NARRAZIONE, perché e come scrivere con i bambini (Sonda Editore).
Recente è la pubblicazione di SCRIVERE...IO? Manuale di scrittura per ragazzi (Lapis Edizioni)

Ha ricevuto il PREMIO ANDERSEN 2008 MIGLIOR SCRITTORE con la motivazione:

“Per i felici esiti del complesso della sua opera narrativa, capace di affrontare differenti temi e generi della letteratura per ragazzi, sempre sostenuta da passione civile, sia quando narra l'oggi sia quando si misura con la storia.”



Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?

Io ho semplicemente cominciato a scrivere e avere come interlocutori i bambini e i ragazzi mi è venuto naturale. Sono persone interessanti, pensano e vivono molte cose per la prima volta, hanno un punto di vista che è inesorabilmente giovane, spiazzante, stupefacente. Sono lettori che hanno diritto a storie interessanti almeno quanto loro. E’ un bell’incontro tra chi, come me, narra e chi – bambini e ragazzi – ascoltano e leggono.

Che genere di storie le piace inventare?
Una buona storia sfugge, per definizione, a catalogazioni. Io leggo molto e di tutto. Quando scrivo, quel che voglio raccontare prende, di volta in volta, la forma che più è adatta alla vicenda, ai personaggi, al loro linguaggio, all’ambiente e al tempo in cui si muovono. Scrivere per raccontare consente di scegliere il tempo della narrazione ma anche il tempo della storia, così come il linguaggio e il ritmo di narrazione.

Ci racconta quando scrive, il suo tavolo da lavoro e se preferisce la carta o il pc?

Scrivo al computer, dopo aver lungamente scritto “nella mente”, preso appunti disordinati su taccuini, fogli volanti, scontrini della spesa, cartoline, biglietti dell’autobus, margine dei fogli di giornale. Quando comincio a scrivere, la narrazione mi viene fluida e la tastiera del computer è l’unica che riesce a tenere la velocità del pensiero.

Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Non ho abitudini particolari. Mi piace scrivere con un sottofondo musicale o con la radio accesa. Non mi disturbano i rumori della strada o le voci. La mia gatta Pollicina si sistema vicino a me, quando scrivo.


Pollcina

Sta lavorando a qualcosa in questo periodo?
Sì, a un nuovo romanzo. C’è un gruppo di bambini, una zona periferica, un grande albero…

Ha mai sognato il personaggio di una delle sue storie dopo averlo inventato?
No. I miei sogni sono sempre complessi, pieni di aerei, automobili e persone. Mai nessuno che assomigli a uno dei miei personaggi.

C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista?
Una riflessione, un pensiero, ciò che preferisce, ci dica.

Ho già detto parecchio, no? Manca, forse, una domanda sui libri…degli altri. E lo voglio dire: leggere romanzi e saggi scritti da altri è un privilegio, un’occasione festosa di conoscenza e di valorizzazione della creatività. Leggere è un bel vizio.


Pollcina


Il sito della scrittrice: http://www.luisamattia.com/


Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.






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