Lettori fissi

lunedì 28 novembre 2011

Pollicino del 1974


La copertina un po' rovinata dalle mani dei cuginetti per le quali è passata.
I visi dei taglialegna e i visi degli orchi. Speculari.

Direttamente dalla soffitta della casa in cui ho vissuto i miei primi 30 anni di vita: Pollicino.
 Stava nel primo pacco di libri ben avvolti e protetti, proprio davanti l’entrata.
Eppure qualche volta che l’ho cercato, non ero mai riuscita a trovarlo.




Mi ricordavo i colori della faccia dell’orco e com’era intensa la sua espressione.
Sì, dopo tanti anni mi è rimasto impresso, come gli alberi, e le coperte alte e gonfie nella casa dei taglialegna, e la tenerezza di Pollicino col soffione tra le manine.




Il libro che ho sempre ricordato, che mi è rimasto dentro.
Il mio preferito, posso sbilanciarmi a dire che sì, era il mio preferito.



I colori smorzano l'orrore. Vero?







Il testo ora come ora non verrebbe mai accettato da un editore, credo.
Troppo moraleggiante. Estremamente.
Però che descrizioni, che atmosfere, che passaggi forti e incisivi.
Ne subisco ancora il fascino!














2 commenti:

Ila ha detto...

Che meraviglia quelle illustrazioni!!
Bellissimo!
Anch'io vado in cerca dei miei libri d'infanzia per ricordarne le emozioni (nel mio blog sui libri ne parlo :) ).
Davvero interessante, per me, ricordare e scoprire "come" e "cosa" vedevo...
Bel post :)

Ila

Chiara ha detto...

bellissimooo post!!!
andare in soffitta e ritrovare splendidi ricordi..meraviglioso!

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