Lettori fissi

lunedì 28 novembre 2011

Pollicino del 1974


La copertina un po' rovinata dalle mani dei cuginetti per le quali è passata.
I visi dei taglialegna e i visi degli orchi. Speculari.

Direttamente dalla soffitta della casa in cui ho vissuto i miei primi 30 anni di vita: Pollicino.
 Stava nel primo pacco di libri ben avvolti e protetti, proprio davanti l’entrata.
Eppure qualche volta che l’ho cercato, non ero mai riuscita a trovarlo.




Mi ricordavo i colori della faccia dell’orco e com’era intensa la sua espressione.
Sì, dopo tanti anni mi è rimasto impresso, come gli alberi, e le coperte alte e gonfie nella casa dei taglialegna, e la tenerezza di Pollicino col soffione tra le manine.




Il libro che ho sempre ricordato, che mi è rimasto dentro.
Il mio preferito, posso sbilanciarmi a dire che sì, era il mio preferito.



I colori smorzano l'orrore. Vero?







Il testo ora come ora non verrebbe mai accettato da un editore, credo.
Troppo moraleggiante. Estremamente.
Però che descrizioni, che atmosfere, che passaggi forti e incisivi.
Ne subisco ancora il fascino!














sabato 26 novembre 2011

Terzo Albo Collana Fregole



La Libreria Lovat - Viale XX Settembre 20, c/o stabile Oviesse, terzo piano -
farà da palcoscenico per la prossima uscita del nostro ultimo nato:
"I tre porcheti" in triestino, rivisitazione divertente
e innovativa dei tre porcellini.

 L'incontro viene inserito all'interno della rassegna Carta straccia di Nati per leggere che promuove la lettura ad alta voce. A leggere ad alta voce a favore dei bambini anche piccolissimi saranno le lettrici volontarie formatesi nell’ambito del progetto
e Antonella Farina, referente provinciale Nati per Leggere Servizio Bibliotecario Urbano.

Non resta che accomodarci e godere della splendida interpretazione
che faranno della nostra fiaba.



Libreria Lovat, mercoledì 30 novembre, alle 17.00
seguirà un piccolo rinfresco,
venite a trovarci!


Poi fino a primavera non ci saranno più occasioni
di festeggiare insieme a noi le FREGOLE.

Vi ricordo che si è aperta una nuova pagina facebook
dedicata alla Collana FREGOLE
aspettiamo con ansia i vostri "mi piace!"


domenica 20 novembre 2011

Mostra e Concerto a Trieste




La mostra di Marco si è conclusa.
A ricordo, un'interessante recensione da
"Il Tuono" del 19 novembre 2011.



Per chi segue Toni Bruna, di cui ho parlato in un altro post,
segnalo che mercoledì sera ci sarà un suo concerto,
preceduto dal concerto di un gruppo di ragazze islandesi.
All'Etnoblog in Via Traiana, alle 22.00.

giovedì 17 novembre 2011

Libri Chicca, fantasmi e misteri...


Una domenica, passeggiando lungo alcune viuzze, distrattamente guardavo gli stand di artigiani e antiquari. All'improvviso, tra stoffe e ricami, sbucò un vecchio baule,
e sopra al baule, stavano in bella mostra alcuni libri. Mi avvicinai con curiosità.
Libri in quel contesto, tra tovaglie ricamate a margherite e tendine, proprio non c’entravano niente. Mi trovavo di fronte a delle rarità! Pubblicazioni della casa editrice C’era una volta,
sì, proprio quella citata qua sotto, quella di Alfredo Stoppa, esattamente quella!
Un vero, grande peccato che abbia chiuso i battenti,
adesso vi faccio vedere i meravigliosi libri che faceva.
 
I due dei quattro libri esposti che ho preso (mi sono pentita di non aver preso anche gli altri due, e chi li ritrova più?! Da noi si direbbe "che mona che son stada!" Ed è vero!)

sono “Il Fantasma di Canterville e altri racconti” di Oscar Wilde,
e “Il bimbo misterioso” di E.T.A. Hoffmann.

Entrambi arricchiti da bellissime immagini di Lisbeth Zwerger.





Godetevi anche le parole, sono testi... perfetti!



 
Ecco "Il bimbo Misterioso"


 



Non l’ho mail letto. Mi ha catturata.
Finito il post vado a finire di leggere!


Insomma, mai passare troppo distrattamente davanti anche ai più piccoli mercatini
che ci capita di incrociare, chissà che sorprese possono offrire!

"C'era una volta", editava, oltre a questo genere, degli albi illustrati meravigliosi,
ne ho un paio, ve li faccio vedere presto, ok?










Il logo delle Edizioni C'era una volta

lunedì 14 novembre 2011

Intervista ad Alfredo Stoppa



Alfredo Stoppa, per più di 25 anni libraio, dà vita nel 1988 alle edizioni C'era una volta...

La "filosofia" della casa editrice può essere sintetizzata con questa breve frase:
Io scrittore scrivo,Tu illustratore disegni, Noi Due assieme raccontiamo.

In pochi anni la casa editrice riesce a conquistare uno spazio preciso nell'ambito dell'editoria per ragazzi. Presenta al pubblico autori come Lisbeth Zwerger, Kveta Pacovska
(premi internazionali Andersen 1990 e 1992) e Roberto Innocenti (uno dei più affermati illustratori in campo internazionale) e promuove il lavoro di molti giovani artisti italiani
(ricordiamo che illustratori come Giovanni Manna, Octavia Monaco, Cinzia Ruggieri,
Adriano Gon, oggi noti non solo a livello nazionale, hanno pubblicato i loro primi lavori con C'era una volta...). Ha ottenuto, negli anni, molti premi nazionali e internazionali, fra questi ricordiamo per ben sette volte il premio Andersen, il premio Gianni Rodari e per due volte il premio internazionale "The White Ravens".

Lo scrittore, ha partecipato a molti eventi letterari nazionali:
il Festivaletteratura a Mantova, "Fieri di leggere" nell' ambito della Fiera del libro a Bologna, Fiera del libro di Torino (laboratori nello spazio RAI TV JUNIOR),
"L'isola delle storie", Festival letterario della Sardegna, "Tutte storie" di Cagliari,
"I bambini del Mediterraneo" a Ostuni, il festival letterario "La lettura ti fa grande" a Calimera (Lecce), La Tribù dei Lettori a Roma, Adotta l'Autore a Pesaro.

Sulla storia e la produzione letteraria e iconica della casa editrice sono uscite, oltre a centinaia di recensioni, sette tesi di laurea, e sulla sua figura di scrittore, due tesi di laurea
(università di Trieste e Udine) più una in preparazione presso l'Università di Salisburgo.

Alfredo Stoppa ha pubblicato una trentina di libri sia in Italia che all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti; fra questi citiamo per tre volte il premio di Poesia e Fiaba Alpi Apuane, il premio Delle Palme, il premio Storie di Natale, il premio Fantàsia d'Oro,
e per due volte il premio internazionale The White Ravens.

Nel 2006 ha collaborato ai testi della sceneggiatura del documentario
"Chi ha paura di Cappuccetto Rosso?" della regista Eva Ciuk ( sulla realtà dei Rom in Kossovo). Il cortometraggio ha ottenuto una Menzione Speciale al Festival internazionale del cinema di frontiera a Siracusa ed è finalista del premio nazionale Nicklodeon a Spoleto.

Nel 2004 gli viene conferito a Pordenone il Premio San Marco (il più prestigioso riconoscimento a livello provinciale) per la sua attività di editore e scrittore.
Tiene corsi di scrittura per insegnanti e addetti al settore sia in Italia che all'estero e laboratori per bambini e ragazzi in territorio nazionale.






Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?

Mi affascina, mi incuriosisce il loro modo di vedere il mondo, un po’ come se lo osservassero a testa in giù e gambe all’aria. E’ una visione surreale, strampalata, diversa, di porsi rispetto alle cose che li circondano, sono maestri nel praticare il nonsense, sono follemente razionali e razionalmente folli. Ti fanno sorridere e soprattutto pensare quando lanciano , improvvise come un petardo, frasi come questa: Il mio gatto ha le zampe così lunghe che toccano per terra!”.
Be’, nelle mie storie cerco di riportare il senso di questo loro parlare (spesso fatto anche di silenzi).


A che tipo di storie preferisce dedicarsi?

Sono di solito delle storie che nascono dal quotidiano, osservando con gli occhi e “rubando” con le orecchie il loro gesti e le loro voci. Storie dove rigore(saper tenere d’occhio il bambino) e leggerezza si intrecciano, usando dove serve umorismo(si sa che l’ironia può salvare come la poesia). Il tutto sempre raccontato con voce e cuore di adulto che ha la fortuna di non avere una vita spezzata e conservare la memoria dell’infanzia. Direi che sono uno scrittore Malincomico!


Ci racconta quando scrive, il suo tavolo da lavoro, e se preferisce la carta o il pc?

Scrivo di solito nelle prime ore del giorno, in totale silenzio, io e il mio pc.
E’ un lavoro un po’ autistico ed è per questa ragione che ho bisogno di tanto in tanto di incontrare nei laboratori bambini e ragazzi.


Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Le storie possono nascere camminando per strada, guardando luoghi o persone, tirando le orecchie, ascoltando un bambino che ride o uno che sbraita; se quel dato giorno, poi, sono in forma riesco pure a percepire il silenzio. Tutto quello che ho raccolto nella quotidianità mi serve per creare un intreccio, inventare un personaggio e soprattutto fare musica di parole.
Non serve, almeno a me, la famigerata fantasia, mi basta cercare emozioni in giro per il mondo.


Sta lavorando a qualcosa di nuovo in questo periodo?
Ci sono già un paio di titoli in programma per il prossimo anno e sto lavorando su due testi nuovi, sempre coi miei tempi lunghi dove idee e ricerca si mescolano.

Ha mai sognato il personaggio di una delle sue storie dopo averlo inventato?

Sognato? A occhi aperti sì, magari nel buio della camera da letto. Voci che mi chiamano, ammiccano, spesso ordinano. D’altra parte ha davvero ragione uno autore americano, Anderson, quando afferma che lo scrittore è un burattino nelle mani dei suoi personaggi.

C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista?
Una riflessione, un pensiero, ciò che preferisce, ci dica.

Una…al volo: “ Più piccolo è il bambino più grande deve essere il rispetto nei suoi confronti”

Alcuni affermano che la letteratura per i ragazzi è di serie B.
Cosa rispondere a chi la pensa così?

Ricordo spesso una frase di uno scrittore che dice:” Scrivere facile è difficile come cercare di essere buoni”. Va da sé che scrivere facile non significa scrivere in maniera greve o banale, zuccherosa o accattivante. Significa saper raccontare cose intense e profonde con lo sforzo (“Sofferenza della scrittura”) di farsi comprendere da bambini e ragazzi.

Dopo le parole che ho detto, rispondendo all’intervista, mi pare ovvio che non esiste nella letteratura una serie A e una serie B, ci sono solo scrittori veri e nonscrittori.
Una” pecca” rimprovero al mondo della letteratura dell’infanzia ed è quella di elargire troppo sovente entusiastici giudizi a destra e a manca, manca-ndo di un reale e onesto giudizio critico.

Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.



domenica 13 novembre 2011

FREGOLE -Pagina Facebook-



La Collana FREGOLE, Bianca e Volta editore, ha aperto una pagina su facebook.
Vi piacciono le fiabe riscritte in triestino? Vi piacciono i nostri albi?
Aspettiamo adesioni a questa pagina, dove potrete seguire ogni più piccola novità,
vedere foto mai viste, conoscere retroscena e scoprire chicche in anteprima.
Aspettiamo i vostri "mi piace" per capire in quanti siete a seguirci!





Rivisitazioni delle fiabe classiche in triestino,
testi di Cristina Marsi, Illustrazioni di Ingrid Kuris.

Intervista a Lorenza Farina



Lorenza Farina è nata a Vicenza nel 1956.
Si laurea in materie letterarie e si specializza in Biblioteconomia.
Attualmente è bibliotecaria presso la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza. Ha all'attivo più di trenta pubblicazioni tra le quali "Viola non è rossa" illustrata da Marina Marcolin (Kite), "I sogni di Agata" illustrato da Sonia Maria Luce Possentini (La margherita edizioni), "Il volo di Sara" illustrato da Sonia Maria Luce Possentini (Fatatrac).

 



Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?

Per rispondere a questa domanda devo parlare della mia professione.
Io lavoro da parecchi anni come bibliotecaria, occupandomi di libri per ragazzi e di problematiche legate alla lettura e alla letteratura per l’infanzia. Questo lavoro mi permette di stare accanto ai giovani lettori e ai libri rivolti a loro e di stimolare quotidianamente la mia fantasia. Inventando storie o facendo la bibliotecaria ho scoperto che il fine è lo stesso: avvicinare i bambini e i ragazzi al piacere della lettura.

Mi piace scrivere per bambini, perché c’è ancora una parte di me che è rimasta bambina e che ama fantasticare, inventare situazioni e personaggi. Quando scrivo delle storie molti sono, infatti, i riferimenti anche “inconsci “ alla mia infanzia. Sono convinta che, in fondo, tutte le storie che si raccontano pescano dentro quell’unico pozzo profondo che è l’infanzia.

A che tipo di storie preferisce dedicarsi?

Mi sono cimentata in vari generi letterari: romanzi, racconti e fiabe per i più piccoli con una predilezione per le storie ambientate nel verde, perché i prati, la siepe, l’orto, sono come libri da “sfogliare” e da “leggere“ con rispetto e amore. Scrivo sia storie divertenti, ma anche storie che fanno riflettere, come ad esempio i due racconti illustrati che parlano della Shoah, La bambina del treno (Paoline, 2010, illustrazioni di Manuela Simoncelli) e Il volo di Sara (Fatatrac, 2011, illustrazioni di Sonia M.L. Possentini).

Amo le storie brevi che si adattano ad un libro illustrato, non perché sia più facile scriverle rispetto a un romanzo. La storia breve ti permette di cogliere l’attimo, è come “un’epifania” che si svela in tre cartelle. Non a caso le mie autrici preferite sono Virginia Woolf e Katherine Mansfield che hanno saputo trasferire nelle loro opere i “momenti d’essere” della vita.

Ci racconta quando scrive, il suo tavolo da lavoro, e se preferisce la carta o il pc?

A me capita di avere l'idea di una storia nei momenti e nei luoghi più imprevisti: ad esempio quando in cucina sto mescolando il risotto, quando passeggio per la strada o prima di prender sonno. In quei momenti è importante aver vicino un foglio e una penna per fermare sulla carta l'idea che viene in mente in modo che non svanisca. Qualche volta mi bastano poche frasi, talvolta una parola per delineare una storia.

A volte un racconto può nascere da un ricordo d'infanzia, da una persona intravista in treno, da qualche esperienza o da un fatto letto sul giornale o visto alla TV, dalla lettura di un libro. Altre volte, invece, una storia non nasce in modo immediato, ma impiega molto tempo per prender forma, per delinearsi.

Ci sono tante immagini che si raccolgono in tempi diversi in diversi angoli del cervello, poi quando queste immagini diventano numerose, comincio a scriverle e a fissarle su un foglio di carta.
Dopo un periodo di tensione durante il quale mi sembra di vivere come in un mondo di sogno di cui immagino sensazioni, odori, colori, la scena comincia a delinearsi nella mia testa.
Allora all'improvviso e in modo misterioso si avvicina quel momento magico in cui tutte le cose che ho pensato a lungo nel corso di settimane o di mesi si amalgamano insieme, prendono corpo.

Scrivo in cucina o nel mio studio. La prima stesura è sempre fatta a mano su fogli di carta riciclata e poi trascrivo nel pc.

Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

Per scrivere una storia ho bisogno di concentrazione, quindi di un ambiente silenzioso, magari seduta di fronte ad una finestra che dà su uno spazio verde. Mi aiuta a rilassarmi e a “volare” con la fantasia in un mondo immaginario.

Sta lavorando a qualcosa di nuovo in questo periodo?

Sto scrivendo un racconto biografico su Anna Frank e poi ho in mente altre storie per dei libri illustrati, un genere che mi piace molto, perché attraverso le immagini il bambino lettore può avvicinarsi all’amore per l’arte.

Ha mai sognato il personaggio di una delle sue storie dopo averlo inventato?

Di solito i personaggi mi “perseguitano” mentre sto inventando la storia che li vede protagonisti. Poi, una volta terminato il racconto, essi continuano a vivere di vita propria e “mi lasciano in pace”, se così si può dire.

C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista?
Una riflessione, un pensiero, ciò che preferisce, ci dica.

Vorrei avere più tempo da dedicare a questa mia passione, ma in realtà l’amore per le storie e per i libri è così irresistibile che il tempo lo trovo sempre! E in questo “tempo rubato” ogni volta accade la magia del racconto.

Alcuni affermano che la letteratura per i ragazzi è di serie B.
Cosa rispondere a chi la pensa così?

Forse qualche tempo fa la letteratura per ragazzi era considerata la Cenerentola della letteratura. Oggi ha fatto passi da gigante e si è trasformata in una bella principessa, grazie al lavoro molto professionale e creativo di autori, illustratori ed editori che amano i libri per bambini e per ragazzi.


Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.




lunedì 7 novembre 2011

Sono Stati Alberi -Mostra a Trieste-



Mallee Yellow


visitatori


MOSTRA PERSONALE OPERE IN LEGNO

“SONO STATI ALBERI”

di MARCO BEVILACQUA

Dal 5 al 13 novembre 2011

a Trieste, Salita di Gretta 38, Villa Prinz

dalle 15.00 alle 19.00


Dopo svariati corsi con i più grandi maestri di tornitura artistica d’Italia, Slovenia e Francia,
Marco si presenta al pubblico con la sua prima personale “Sono stati alberi”.
Il titolo vuole sottolineare il rispetto per il legno come materia viva.
E vitale è ogni opera, che porta impresse su di sé le tracce della vita precedente,
quando è stata albero nostrano o di paesi lontani. Si nota un particolare interesse dell’artista
per le radiche americane e australiane che con i loro spettacolari disegni
e colori sembrano marmi e alabastri.


INGRESSO LIBERO AMPIO PARCHEGGIO




mercoledì 2 novembre 2011

Intervista a Emanuela Da Ros



Emanuela Da Ros nasce a Vittorio Veneto, il 24 dicembre 1959, è giornalista, docente e scrittrice italiana, specializzata in libri per ragazzi.

Dopo il conseguimento della laurea in Storia dell’Arte bizantina, si dedica all’insegnamento
(è docente di Italiano e Storia presso una scuola superiore di Vittorio Veneto)
e contemporaneamente al giornalismo (dal 1997 è iscritta all’Albo dei Giornalisti del Veneto).

Il suo esordio nel mondo della letteratura per ragazzi avviene nel 2000 quando vince il premio Pippi Calzelunghe nella sezione inediti. L’anno successivo Feltrinelli pubblica Il giornalino Larry, tradotto in Germania da Dressler Verlag nel 2004. È attualmente la direttrice del giornale Il Quindicinalee del quotidiano online OggiTreviso.it





Come mai ha deciso di scrivere per i bambini e i ragazzi?

Forse perché sono rimasta molto bambina e molto ragazz(in)a. Forse perché sono una mamma e un’insegnante. Forse perché sono sempre stata circondata da bambini e ragazzi e con loro ho trovato e vissuto momenti di autentica felicità. Forse perché mi piace l’idea di essere autentica, schietta, fragile, aperta al mondo nonostante il mondo, proprio come lo sono i bambini e i ragazzi.

A che tipo di storie preferisce dedicarsi?

Storie umoristiche, storie che facciano sorridere e che non siano troppo lontane dalla realtà, ma nemmeno dalla fantasia. Storie in cui ci si possa riconoscere e ritrovare, per scoprirsi un po’ diversi da come a volte si crede di essere.

Ci racconta quando scrive, il suo tavolo da lavoro, e se preferisce la carta o il pc?

Scrivo quando posso, negli attimi in cui mi viene il bisogno o la voglia impellente di scrivere per scrivere. Non scrivo quanto vorrei. O meglio: non dedico alla scrittura creativa il tempo che vorrei che avesse: un tempo che dilata il mio tempo quotidiano, la mia giornata.

Scrivo su iMac, con la melina masticata che mi strizza l’occhio. Non uso carta e penna che per prendere appunti sparsi e molto disordinati. Scrivo di getto, rileggendo i testi un bel po’ di tempo dopo che hanno preso forma. A volte mi capita di cestinare gran parte delle frasi scritte. A volte no: scopro che mi piace rileggermi.

Ci sono delle consuetudini, situazioni o atmosfere che cerca di ritrovare o ricreare perché aiutano il suo processo creativo?

No. Non esattamente. Ma mi piace scrivere in penombra, magari con qualche candelina accesa intorno. Pure in agosto!

Sta lavorando a qualcosa di nuovo in questo periodo?

Sto sempre lavorando a qualcosa. Anche se il lavoro è magari solo un’idea che si affaccia di quando in quando alla mente, o giù di lì.

Ha mai sognato il personaggio di una delle sue storie dopo averlo inventato?

No. Ma l’ho amato. Fa lo stesso?

C’è qualcosa che vorrebbe lasciar detto in questa intervista? 
Una riflessione, un pensiero, ciò che preferisce, ci dica.

Un grazie! Scrivendo le risposte, ho sorriso.


Alcuni affermano che la letteratura per i ragazzi è di serie B. Cosa rispondere a chi la pensa così?

Se è di serie B, la serie B è bellissima!


Se qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse utilizzare anche solo in parte l’intervista presente in questo post, dovrà chiedere esplicita autorizzazione all’autore che ha fornito le risposte.











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